Elckjaer Franco Bono ed i: "RAICES FLAMENCAS"
 
 

 

 

il flamenco

 

 Espressione artistica dell'antichissima cultura gitana-andalusa (una cultura che sopravvive ancora oggi nel canto, nella musica, nella danza e nella poesia di questa terra), il flamenco è stato il veicolo privilegiato del popolo gitano per esprimere le proprie emozioni profonde, divenendo un'arte che porta il fanciullo, secondo lo spirito di questa tradizione, a "vivere"  il gesto, attraverso un profondo rapporto con la musica ed in accordo con la propria espressività.

Ogni persona ha in sé il potenziale per esprimersi attraverso la danza; il flamenco ricerca questa potenzialità, integrandosi agli schemi accademici del balletto  classico e della danza moderna.
S'impara a muoversi  con maggiore consapevolezza e facilità partendo da movimenti quotidiani che non impongono al corpo espressioni artefatte, ma insegnano a muoversi armonicamente e organicamente, migliorando la postura e lo sviluppo degli arti.

La ricchezza esperenziale del flamenco, che ha attinto da numerose culture (araba, sionista, indiana), si trasforma in arte quando esce dalla sua forma  puramente folkloristica per universalizzarsi in comunicazione fruibile, nella fusione con l'estetica della tradizione classica "europea"  (quella spagnola ed italiana in particolare). Un'arte capace di esprimere i sentimenti più intimi dell'essere, sostenendo e trascendendo ogni passione.
Un potente mezzo comunicativo al servizio dell'uomo per poter dire ballando, cantando, suonando:
"Eccomi... Questo sono io".

FLAMENCONFUSION – La contaminazione tra stili e generi

di Francesca Ferrara

Non una moda il Flamenconfusion ma bensì una naturale sperimentazione ed integrazione stilistica e di genere tra le varie culture musicali. Il Flamenco, sviluppatosi nella Spagna meridionale, in Andalusia è nato dall’incontro della cultura araba, africana, gitana ed ebrea. La popolarità degli anni’70 grazie al chitarrista Paco De Lucia si riscopre oggi sotto varie forme di espressione: contaminazioni e fusioni anche con ritmi latino-americani che i maggiori artisti sia locali che internazionali sperimentano ed applicano sui “pali” (stili) di base caratteristici della musica flamenco. Due i filoni di pensiero: chi crede nella miscela tra i generi musicali e chi sostiene che il flamenco non abbia necessità di fondersi: Il chitarrista Juan Carlos Romero parla di tendenza: “Il flamenco-salsa e il flamenco-jazz sono l’evoluzione di un genere di base che ha fatto nascere uno stile. L’incontro tra il flamenco e la musica latino-americana è inevitabile per la comune matrice e per le affinità musicali”. Un vero e proprio processo spontaneo quello sottolineato da Palma Povedano, voce dei Ojos de Brujo per il flamenco da sempre musica di fusione e di evoluzione. Con proiezione al futuro della musica la leader di Almasäla parla di “fusione di base tra il flamenco e il folklore, la musica tradizionale, la world music e quella africana”. Un rappresentante di quest’ultima nel mondo è l’afro-cubano Omar Sosa: “La fusione tra flamenco e la salsa è riuscita anche perché Il flamenco ha origini arabe e gli arabi sono africani e noi tutti proveniamo dall’Africa. Credo che la musica africana oggi sia più ascoltata di ieri ma ancora non tutti la conoscono”. Da sempre la musica è stata veicolo di comunicazione universale, oltre le barriere. Non ha mai avuto importanza quale genere e quale provenienza avesse. Il musicista e cantante tunisino Marzouk Mejri ricorda la matrice culturale comune dovuta alla posizione geografica tra Tunisia e Andalusia: “La mia musica medio-orientale e tunisina, che ha origini spagnole dal 1800, ha incontrato la musica flamenca e il tango”. Diverso è il processo che sta vivendo la musica cilena che sulla scena internazionale è conosciuta grazie al più popolare gruppo degli Inti llimani: “Oggi c’è la riscoperta del folklore cileno, le fusioni tra la ritmica e la musica latino-americana così come avviene per il samba nella fascia argentino-cilena sulla contaminazione della world music” spiega Giorgio Varas dell’ Araukania Kuintet un progetto che collega ed invita musicisti di diversa formazionead interagire con la musica cilena. “La nostra contaminazione viene dal folklore più puro ed indigeno anche se noi non lo siamo e non suoniamo sulla scena con gli strumenti tipici etnici che però sappiamo usare ma siamo musicisti di scuole classiche con una forte esperienza in musicologia” e aggiunge: ”c’è futuro per le musiche con le contaminazioni e le fusioni sonore. Il futuro della musica cilena è invece nel riscatto della stessa e del ‘vernaculo’ attraverso noi artisti cileni”.
Scenario d’opinioni simili anche sul versante della danza. La italo-venezuelana Elckjaer Franco Bono, fondatrice della compagnia di baile RAICES FLAMENCAS è sostenitrice delle integrazioni stilistiche: “Incontro di musiche che possono andare d’accordo ed esprimere emozione attraverso ritmiche anche molto diverse fra di loro ma soprattutto vedo la danza come comunicazione tra le persone con un unico linguaggio, quello del corpo e ci si può incontrare attraverso il tango, la danza latino-americana e il flamenco”. “Studiando flamenco e salsa portoricana ho pensato di fondere ancora di più i generi basandomi sul tempo ritmico in comune: il quattro quarti tra tango- cha-cha, salsa e rumba-jazz” testimonia il ballerino Salvador Francisco Inghilleri: ”fondere anche la ritmica dei piedi ed inserirla nel passo base e nelle configurazioni della salsa. Il maestro Arnay racconta che nel folklore cubano c’è molta contaminazione del flamenco e dello stile africano”. A fare il punto sulla scena internazionale è Antonio Márquez: “Le contaminazioni stilistiche devono avere una ragione e per effettuarle necessita la conoscenza degli stili che si vogliono fondere. Nelle mie coreografie sono presenti molte fusioni con passi classici ma anche di danza contemporanea e di folklore e i movimenti sono talmente amalgamati fra di loro che il pubblico pensa che si eseguano sempre passi tipicamente spagnoli” e conclude:” Il Flamenco è un ballo con molto temperamento che trasmette forza, passione e che giunge direttamente all’anima del pubblico” considerando che “la danza spagnola si divide in classica, bolera, folklore e flamenca e in più vi è la danza aflamencada che è la danza classica spagnola stilizzata”.

 

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